Gruppo Imar si occupa della produzione di gruppi termici in ghisa e in alluminio.
Già in fase di progettazione dei primi modelli a condensazione al Gruppo Imar si è posta
attenzione alle caratteristiche peculiari degli impianti di riscaldamento italiani, nel novantacinque
per cento dei casi impianti a radiatori, spesso sovradimensionati rispetto al fabbisogno energetico
dei locali in cui sono installati.
L’obiettivo che i tecnici del Gruppo Imar si sono posti è stato quello di realizzare gruppi termici in grado di condensare efficacemente anche in impianti a radiatori.
Ed ecco la soluzione per poter dare il giusto comfort all’utente e permettere alla caldaia di
condensare in un impianto a radiatori: agire sul salto termico tra mandata e ritorno.
Nasce il sistema CRK® (Cold Return Keeping)
Il sistema CRK® (Cold Return Keeping), integrato nei gruppi termici a condensazione Gruppo
Imar, è costituito da un insieme di elementi che, interagendo tra loro, garantiscono al gruppo
termico di ottenere sempre elevati salti termici (fino a 30°C) e, quindi, la più bassa temperatura di
ritorno: in tal modo è possibile massimizzare il processo di condensazione nella centrale termica.
La centrale termica del gruppo termico in ghisa e alluminio permette di gestire portate ridottissime: la parte a contatto
con la fiamma degli scambiatori condensanti Bimetal Condens è realizzata in ghisa. Questo
consente di rallentare al minimo la circolazione nell’impianto, senza temere di danneggiare il
corpo.

Nella parte inferiore lo scambiatore del gruppo termico è realizzato in alluminio/silicio, per garantire un ottimale
processo di recupero del calore latente.
Software e circolatore elettronico modulante: i circolatori che equipaggiano i gruppi termici a
condensazione Bimetal Condens sono tutti di tipo elettronico e modulante. Il software della caldaia
legge costantemente la temperatura di ritorno dall’impianto e modula la velocità del circolatore
elettronico, al fine di mantenere il calore impostato.
Oltre a garantire il massimo risparmio di combustibile, i circolatori modulanti consumano
mediamente circa un terzo dell’energia elettrica consumata dai normali circolatori a punto fisso.